Ma dove ti ha portato tuo padre?????.. ovvero Croazia, Zingarata 2012

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Ma dove ti ha portato tuo padre?????.. ovvero Croazia, Zingarata 2012

Messaggioda direttivo » 19 set 2016, 16:56

Ma dove ti ha portato tuo padre?????.. ovvero Croazia, Zingarata 2012
data: 28/09/2012
autore: efrem
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Buongiorno a tutti per chi non mi conoscesse sono il figlio di Loris mi chiamo Filippo, l’intruso di questo stupendo viaggio in Croazia.
Premetto che mi possono sfuggire alcuni dettagli del viaggio visto che non sono onnipresente, ma cercherò di raccontare ciò che mi ricordo di questa Zingarata.

-Venerdì 28 settembre 2012-
Dopo aver concluso gli ultimi preparativi del mattino, partiamo verso la Baia del Re dove abbiamo il ritrovo con il resto del gruppo. Subito si nota il vantaggio della motocicletta nel traffico mattutino per la fiera dell’edilizia a Bologna. Raggiunto il punto di ritrovo troviamo Ready sempre pronto in prima linea che si sorprende per la puntualità di mio padre ( molto famosa a quanto pare ). Mano a mano arrivano anche tutti gli altri perfettamente accessoriati per il lungo viaggio: Giorgio, accompagnato dal suo piccolo amico uscito da Joe Bar caricato sul bauletto, Vittorio, armato di navigatore ultima generazione, e Jhonny, impersonando totalmente lo ZINGARO per eccellenza, e poi tutti gli altri. A questo proposito vorrei rubare qualche riga per come Jhonny si è presentato quella mattina dato che io ignorantemente ero rimasto alla versione base BMW: moto super-accessoriata con borse adventure ricoperte da” patacchini” di tutte le precedenti mete, bandiera del QdA (pronto a fare da aprifila), adesivi del gruppo sparsi e uno di QdE nascosto per questioni legali e, ciliegina sulla torta, impianto stereo rudimentale ma adatto a farsi notare nel traffico.
Accesi i motori e partiti per la meta, dopo alcune ore la fatica inizia a farsi sentire in autostrada( non si vedeva la fine!!!), la precisione ostentata da mio padre tende a vacillare quando la motoretta per un lungo tratto strappa( come dirà lui:” è colpa della benzina”), poi tutto finirà dopo un pieno e una “sgasata”. Inizio a notare che ad ogni pitstop il gruppo aumenta. I km sono tanti come la voglia di uscire da questa maledetta autostrada, quando ad un tratto il paesaggio cambia: siamo arrivati a Trieste. L’uscita dell’autostrada è segnata da un taglio netto nella montagna affiancata dal mare e noi che ci passiamo in sella alle nostre dueruote. Procedendo il paesaggio è mozzafiato con sali e scendi nelle colline passando paesi dimenticati da Dio e strade a un metro dal mare. Ammirando e sgasando arriviamo a Porec dove riposiamo le chiappe, mentre riempiamo lo stomaco di cevaztcici (scusate il mio croato) e visitiamo il paese. Qua sembra che il tempo si sia fermato per farci passare attraverso luoghi che ci pareva aver dimenticato.
Ripartiamo pieni di energia verso Pola dove tra una piega e l’altra ad un tratto Ready si affianca a noi chiedendomi una mano per riprendere tutti gli altri mentre lui guida… affare fatto e mi ritrovo ad essere il vice-cameraman della situazione.
Appena raggiunto Pola e aver mostrato alla cittadina che eravamo arrivati in grande stile, corriamo nelle stanze per una doccia e magari anche un pisolino per poi riscendere lavati e profumati per la cena. Giro panoramico per la città notando l’immancabile presenza dell’antico impero romano anche qua: simbolo cittadino l’Arena romana ( Colosseo in miniatura per i romani Geppo, Dilan e Falcio). Sfilata per le vie del centro e foto ricordo sulle gradinate di un tempio antico. Trovato il ristorante ci sediamo per mangiare. Credo che questo sia il momento in cui si veda il vero motociclista, perché ho potuto notare che questo mezzo comporti nel rider una fame da lupi. Per i motociclisti ancora alle prime armi ci pensa Raven che inizio a pensare che non mangi mai a casa e recuperi con noi.
Torniamo all’hotel e dopo qualche chiacchiera per digerire sentiamo in lontananza un rombo di moto, ovviamente da bravi intenditori si capisce che è una Honda… ma che Honda?? Dominator ovviamente con a bordo gli instancabili Luciano e Lorena. Dopo i convenevoli e le congratulazioni per l’impresa ( Modena-Trieste in auto con carrello e dal confine in poi con la moto in un pomeriggio) andiamo tutti a nanna stanchi morti.

-Sabato 29 settembre 2012-
Si riaccendono i motori dopo la colazione, tutti belli freschi per continuare la gita. Io sto continuando a riprendere le peripezie di questi centauri in sella sulla moto di Ready, quando ad un tratto ci fermiamo a fare benzina; noto che molti urlano a Giorgio di fermarsi mentre lui non sentendo continua a muoversi per andare a fare il pieno, quando rendendosi conto che lo stiamo chiamando si ferma, scende dalla moto e vede di avere ancora legato il catenaccio alla ruota posteriore. Questo sant’uomo (ora è un santo perché ha fatto un miracolo e di sicuro qualcuno lassù gli vuole bene ) si è fatto più di 50 km con un lucchetto nella ruota senza danneggiare catena o freno e soprattutto senza lasciare uno “straccio di carne” sull’asfalto.
P.S: io di recente ne so qualcosa.
Dopo questo episodio, arriviamo al traghetto percorrendo una strada a dir poco magnifica (asfalto a parte) che ci porta ad alta quota per qualche foto, ma anche a una vista mozzafiato da una rupe sulle isole che dobbiamo raggiungere. Scendiamo giù per la strada lungo tornanti che ci danno un’idea di quanti siamo. Arriviamo al porto e, guardandomi intorno, inizio a pensare che in questo posto in mezzo al nulla non passi niente compreso il traghetto, ma vengo subito smentito. Attraversiamo il tratto di mare con facce compiaciute ed orgogliosi di sfoggiare i bolidi. Arriviamo a Cres per il pranzo e ripartiamo godendoci il sole sotto giacche invernali.
Il paesaggio ci cambia sotto i piedi, anzi le ruote, alternando strade antiche e moderne, montagna e mare. Attraversiamo il famoso ponte predetto da Falcio in gran stile per raggiungere Mali. La moto di mio padre e quella di Claudio sono rimaste indietro per aspettare Ready che stava riprendendo, quando sulla strada troviamo Luciano a cui è saltata la catena. Lo aiutiamo ( il tocco finale sarà dato dagli attrezzi di Andrea che ha l’unica moto con tutto l’occorrente dietro) giusto per arrivare a destinazione e ripartiamo.
Giunti a Mali parcheggiamo le moto, appoggiamo le borse nelle stanze e andiamo subito a fare un bagno in mare. Jhonny apre le danze da bravo socio dell’anno e viene seguito da tutti gli altri. Anche io mi sono buttato in acqua e posso confermare che ERA GHIACCIATA!!!! Ci raggiungono successivamente Raven e Dilan scusandosi perché avevano sbagliato strada, ma non tutti li hanno creduti.
Dopo aver rubato il costume a Raven( e averglielo certamente ridato) andiamo tutti a fare una doccia nelle nostre stanze. Poi pronti e perfetti per la cena il presidente Falcio ci allieta con il suo Discorso ringraziando Jhonny e tutti quelli che hanno reso possibile questo momento. Con queste piacevoli parole da leader ci guida al ristorante mentre sul tragitto siamo interrotti da un matrimonio lì vicino con fumogeni e una sfilata di macchine in festa( clacson a manetta). Devo ancora capire perché mio padre si era esaltato!!!!?? A tavola siamo inondati di cibo(molto per Raven e Jhonny), ma non ci dimentichiamo del compleanno di Franca.
Dopo questa grande serata andiamo a letto pronti per domani.

-Domenica 30 settembre 2012-
Sveglia ragazzi! Ora piove, ma Giorgio dice che passerà; Corrado parte con la danza della pioggia e si veste con un paio di pantaloni gialli che porterà per tutto il giorno. Smette di piovere e riprenderà a Ferrara, Corrado non li dismette neppure col sole. Mio padre mi fa notare che ha una testa grossa… e capisco. Scaldiamo i motori per ripartire. Sulla strada ci sono alcune indecisioni e alla fine ci troviamo a fare inversione di fronte ad un’auto della polizia che gentilmente ci lascia passare. Ripercorriamo tutta la strada per prendere il traghetto. Ad un certo punto attraversiamo un ponte che ci riporta sulla terra ferma dove la foto ricordo è obbligatoria. Sulla via del ritorno ci fermiamo per pranzare nel ristorante indiscutibilmente più buono della Croazia a Bakar-Dio; pesce squisito, carne superba tanto che anche l’acqua sembrava più gustosa, il tutto sotto un cielo soleggiato e in riva al mare. Credo che con questo pranzo abbiamo portato vita in un posto che ormai non sapeva più cosa fosse. J Proseguendo nel ritorno ci fermiamo per fare benzina e qui Dilan sale sulla BMW di Jhonny per provarla, ma non bilancia bene il peso e la moto cade per terra. Fortunatamente Dilan rimane integro, tranne qualche graffio sulla moto ( non è la tua marca ). All’uscita del confine salutiamo con un batti cinque di fila sulle moto a Luciano che caricava la moto sul carrello. Rientrati in continente il gruppo si saluta in un autogrill tra abbracci e strette di mano. Noi continuiamo la strada con il mitico Corrado e la dark moto. Appena entrati in Emilia inizia il diluvio universale che mette a dura prova il corpo, ma se a casa hai un doccia calda che ti aspetta sfidi volentieri il tempo.

Se mi sono concesse due parole, credo che il riassunto di questo intero viaggio sia una frase che molti mi dicevano scherzando:” ma dove ti ha portato tuo padre?!?!”. Questa riferita ai paesaggi meravigliosi che abbiamo attraversato e alla gente con cui abbiamo viaggiato popolata da grandi scalmanati e pochi taciturni. Mi è sembrato di stare coi miei coetanei solo con qualche ruga e acciacco in più. Mi sono divertito, lo ammetto: non sono cose che si fanno tutti i giorni, non sono persone che si incontrano spesso. Un ringraziamento a tutti, spero di aver ricoperto al meglio l’incarico affidatomi… per ora è tutto a voi la parola.

Filippo Ronchetti

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