Camporotondo e dintorni: un ferragosto molto speciale.

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Camporotondo e dintorni: un ferragosto molto speciale.

Messaggioda direttivo » 19 set 2016, 18:10

Camporotondo e dintorni: un ferragosto molto speciale.
data: 11/08/2012
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Sabato 11 agosto 2012
Albero, Geppo, Dilan, Violetta, Veronique, Pablo, Paolone, H900 e Mario si incontrano in un locale sito in uno dei punti più suggestivi della capitale ovvero Ponte Milvio, meglio conosciuto dai romani come Ponte Mollo dove ancora oggi c’è la consuetudine per i giovani innamorati di mettere un lucchetto su appositi pali e poi gettare le chiavi nel Tevere.
Non c’è da parte di tutti ancora un programma di ferie ben definito, chi non ci va per niente, chi c’è già andato, chi doveva andare in Val di Susa e non ci va più, chi alle 5 Terre, chi ci andrà più in là, ma una cosa è certa domani un plotone di legionari parte alla volta dei Monti della Laga, Amatrice, Terminillo e poi si vedrà…….

Domenica 12
I legionari romani e lucani (6: Albero, Paolone, Geppo, H900, Mario e Pablo) con il loro fidi destrieri si ritrovano come convenuto a Passo Corese. Sono tutti in splendida forma salvo Pablo che risente ancora degli effetti indesiderati non riferibili dell’ottima ricottina pervenuta inaspettatamente al suo cospetto la sera prima. Quindi strada salaria ss4 fino ad Antrodoco, si lascia per prendere la s17 e percorrere Sella di corno, sosta caffè, si prosegue alla volta del passo delle Capannelle, salita spettacolare, bei curvoni veloci ed è un bell’andare, si devia verso il Lago di Campotosto: la strada che costeggia tutto il lago è affollata di turisti che bivaccano con le loro tende, camper e quanto altro in attesa del Ferragosto. I profumi della vegetazione si confondono con gli odori delle grigliate di carne. Questi ultimi ci accompagneranno (o perseguiteranno secondo i diversi punti di vista) per tutti i giorni avvenire.
Proseguiamo fino alla sosta del pranzo presso la Trattoria del Presidente in quel di Saletta (Amatrice), qui ad accoglierci troviamo Falcio e Stella che in pochi attimi bandiscono la tavola con tutte le cibarie possibili, salumi, formaggi, insalate, in tutto accompagnato da un ottimo rosso locale, nonché un bianco marchigiano niente male. Sulla tavolata fa bella mostra di se una bella confezione casereccia di ricottina, e lì rimane
Il giro prosegue direzione Posta –Leonessa, strada molto invitante per la manetta destra, arrivati a Leonessa ci apprestiamo alla scalata della vetta del Terminillo (2200m) da dove si può godere di un panorama unico.
Ci apprestiamo alla discesa e qualche gocciolina di pioggia ci accompagna lungo il percorso….
Ormai è tardi, abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere la meta prefissata ovvero Camporotondo (aq) nel cuore del parco dei monti simbruini, quindi optiamo per un rientro veloce via superstarda, regalandoci però una sosta sul lago del Salto, caffè, commenti e via autostrada fino a Magliano dei Marsi e salita a Camporotondo, dove godremo della rinomata ospitalità di Geppo.
In un batter d’occhio Geppo organizza una gricia che i Lucani già reclamavano dall’ora di pranzo.
Serata al fresco davanti ad una buona barricata e soprattutto con una gradevolissima temperatura di 18° circa. E come non menzionare una nuova conoscenza: l’amaro Taccone (prodotto dal noto ciclista anni ’60) che ci ha gradevolmente sorpreso.

Lunedì 13
Oggi Capitan Geppo, impegnato in pubbliche relazioni, non ci farà da guida, ma il prode Albero lo sostituirà degnamente per tutto il percorso.
La partenza dei legionari non è proprio allo spuntare del sole ma via autostrada A25- Celano, Ovindoli, Rocca di Mezzo, Rocca di cambio (sosta caffè), Assergi SS17 raggiungiamo la piana di Campo Imperatore e ci dirigiamo verso il rifugio Duca degli Abruzzi (2100m). Ma lungo la strada un breve conciliabolo indotto dallo stomaco di H900 produce una rapida inversione di marcia in direzione Arrosticini, nota località della piana, famosa indovinate voi per che cosa (s’ha da magnà a orario!!!!!!!!!!!). Dopo una gradevolissima strada dal panorama montano molto invitante raggiungiamo detta località. La folla ivi presente assai numerosa e rumorosa nonché i copiosi fumi delle grigliate inducono Pablo a non scendere dal destriero e abbandona repentinamente la compagnia per riprendere la gradevole strada e raggiungere il rifugio.
Riunitosi alla compagine, evidenti sono gli effetti di quello che è accaduto nel frattempo: non si sono fatti mancare nulla: questo, quello e pure quell’altro. Il tutto, a sentir loro, di ottima qualità.
Proseguiamo in direzione Castel del Monte che fa bella vista di sé, e poco dopo Calascio con la famosa Rocca omonima. Abbandonate le moto saliamo a piedi nel borgo per ammirarne le bellezze e per un caffè. Ma per il caffè aspettiamo nientepopodimenoché il prode Trantor che, soggiornando in quei giorni a Popoli, ci avvisa che ci raggiunge in 5 minuti. Arriva dopo 40 minuti, vede le nostre moto ma noi non vediamo lui e non lo vedremo per niente in quanto un ordine perentorio della di lui nota consorte lo induce ad un rapido dietro front.
Dopo l’agognato caffè risaliamo per visitare il castello che domina la Rocca. La visita sembra apparentemente preclusa da transenne che intimano il divieto di accesso causa pericolo non meglio specificato. Ma aggirato l’ostacolo scopriamo di essere in buona compagnia. Il castello è piccolo ma ben conservato e perfettamente accessibile. La vista dal terrazzo superiore superba.
Rientro via Tiburtina Valeria, visita, shopping e aperitivo a Tagliacozzo, graziosa cittadina oggetto di frequente transito dei nostri passaggi ma alla quale non abbiamo mai dedicato il tempo che meriterebbe.
Sulla strada per Camporotondo ci ricongiungiamo con Capitan Geppo che conduce i legionari “abruzzesi” a cena a Verrecchie al ristorante La Fonte dove siamo ben accolti e magnificamente serviti. Pablo, rifacendosi del digiuno prandiale, si delizia con porcini alla brace e peperoni arrostiti.

Martedì 14
Ancora curve.
Ss5 tiburtina Colli di Montebove (la nostra palestra), Carsoli, Lago del Turano, sosta caffè sul lago, Rieti , lo splendido Lago di Piediluco con doverosa sosta pranzo. A fine pasto Mario viene richiamato a Potenza per felici motivi di famiglia e purtroppo per noi e per lui ci abbandona a Terni per la E45. Noi via verso l’escursione delle cascate delle Marmore. Il luogo ci accoglie con ombra abbondane e un fresco umido piacevolissimo. Decidiamo di percorrere tutto il dislivello della cascata, e ne vale veramente la pena sia per l’udito che per la vista, e c’e n’è pure per il tatto: in tre posti letteralmente “piove” con diverse intensità e in questi giorni di caldo “estremo” è veramente una goduria, non vorresti andartene più.
Al rientro i potentini che dovevano lasciarci a sorpresa ci dicono che anche questa sera si fermano a Camporotondo …evvai. Di conseguenza ci fermiamo subito in una collaudata norcineria in quel di Papigno, i nostri bauletti diventano delle dispense che accolgono, salsicce, scamorze, pane.etc etc.
Anche oggi ci siamo allungati con i tempi sono le 19 circa e siamo ancora lontani dalla nostra base (Camporotondo), così si decide per un rientro veloce, veloce anche per sfuggire l’addensarsi di nuvoloni nerissimi che preoccupano soprattutto H900, ma stavolta abbiamo la meglio.
L’unica variante sul rientro è l’ultimo tratto. Percorriamo la valle del Liri con l’omonimo fiume, sul quale, se si è fortunati, si possono ammirare i Grifoni in volo.
Arrivati a Camporotondo ci dividiamo subito i compiti per la cena ..organizzazione perfetta…come una vera band ognuno prende i suoi strumenti:
Albero alla brace…
Paolone al taglio del pane….
Pablo alla preparazione della frutta e verdura…
H900 e Mario alla preparazione della tavola…
E Geppo in quanto padrone di casa in cabina di regia…
La serata scorre piacevolmente come sempre tra una battuta e l’altra , la cornice intorno a noi è unica, circondati dalla faggeta più grande d’Europa chiusa da un cielo stellato….e come consuetudine la concludiamo davanti ad una barricata e alla scolatura dell’amaro Taccone..
Non contenti alle 2 partiamo per una escursione notturna a caccia di costellazioni e stelle cadenti. Paesaggio surreale: altissimi faggi illuminati dalle stelle!!!

Mercoledì 15
Inizia il percorso di rientro.
Lasciamo Paolone e H900 che proseguiranno verso le 5 terre, noi (Geppo, Albero e Pablo) ci dirigiamo verso la piana di Campo Felice, per poi proseguire direzione Tornimparte, Sella di Corno,e Antrodoco. Dopo averla ben memorizzata sabato ripercorriamo la Posta –Leonessa che è veramente una goduria per i nostri ronzini.
A Leonessa c’è un ammutinamento del capofila, o meglio GEPPO & ALBERO invitano gentilmente Pablo a tirare il gruppo (della serie troppo comodo fare sempre la scopa).
Pablo prende la testa del gruppetto e comincia a darci dentro e tra le note curve della Contigliano-Cottanello vola leggero leggero con la sua Blanca.
E così terminiamo questa splendida 4 giorni là dove avevamo iniziato l’avventura ovvero sulla ss313 della Sabina con circa 1.400km in più addosso.

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Non sazi Pablo, Veronique e Blanca sabato 18 e domenica 19 ritornano sui luoghi ameni e freschi della 4 giorni: Assergi-Campo Imperatore-Arrosticini-Castel del Monte-Rocca di Calascio-Camporotondo il sabato e Camporotondo-Zompo dello Schioppo-Forca d’Acero-Pescasseroli-Bisegna la domenica per 600km complessivi.
Da segnalare il piacevole dopocena di sabato alla Geppo House con la Geppo Family al gran completo ai quali va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine per la generosa ospitalità.


Pablo

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